‘Auferre, trucidare, rapere falsis nominibus imperium atque ubi solitudinem faciunt, pacem appellant’.
‘Rubare, massacrare, rapinare: tutto questo essi (i Romani), con falso nome, chiamano comando (dominio) e dove fanno il deserto (distruzione totale) lo chiamano pace’.
Sono parole che lo scrittore latino Tacito (*) nella sua opera ‘Agricola’ mette in bocca a Calgaco, condottiero dei Caledoni (**), prima della battaglia contro i Romani (poi persa), per incoraggiare i suoi.
Naturalmente riguardano i conquistatori di ogni tempo e luogo, anche i contemporanei e inducono ad una riflessione sulla nostra specie, sulla natura umana.
Secondo la Bibbia il primo atto compiuto da due esseri umani è stato una disobbedienza a Dio: fin dagli inizi gli uomini hanno disobbedito agli ordini di Dio. In altre parole potremmo dire che hanno mancato di lealtà.
Subito dopo si narra l’uccisione di Abele per mano del fratello Caino.
Pare dunque che, come specie, non riusciamo a non ammazzarci a vicenda.
Per i più disparati motivi.
E la vicenda dei Neanderthal? Vissuti qualche decina di migliaia di anni pima della nostra specie e poi completamente spariti. In poco tempo.
Si suppone che siano stati annientati dai nostri antenati.
Se poi guardiamo la nostra Storia la vediamo punteggiata di guerre e stragi.
Da sempre e per opera di tutti i popoli, ora gli uni, ora gli altri: fino ai nostri giorni.
I discorsi che Trump rivolge di questi tempi ai persiani (ma anche ai venezuelani, anche ai cubani …), ricalcano pedissequamente le intemerate (***) indirizzate dagli Ateniesi agli abitanti della città di Melo ai quali intimavano di arrendersi e basta, pena la distruzione totale (poi attuata).
Io credo, lo ripeto da tempo, che gli uomini dovrebbero guardarsi in faccia con molta sincerità e riconoscere i dati di fatto. Prendere atto della loro natura ‘non angelica’ e, eventualmente, escogitare degli antidoti.
Fin che si crederanno ‘buoni’, ‘bravi’ o ‘superiori’ agli altri animali continueranno a massacrarsi: fino alla fine dei tempi.
E forse proprio questo sarà il destino della nostra specie: l’autodistruzione.
*)
Le date riguardanti lo storico Publio Cornelio Tacito non sono del tutto sicure. Pare sia nato nel 55 d.c. e morto tra il 117 e il 120 circa. ‘De vita et moribus Iulii Agricolae’ dovrebbe essere del 98.
**)
Erano delle tribù abitatrici della Scozia. Tra l’83 e l’84 d.C., guidate da Calgaco, subirono una dura sconfitta ad opera delle legioni Romane comandate da Gneo Giulio Agricola.
***)
Lo storico greco Tucidide (460 a.C. circa – dopo il 404 o dopo il 396) nel quinto libro della Guerra del Peloponneso racconta il contrasto, prima solo verbale poi terribilmente reale, tra gli Ateniesi, in lotta contro gli Spartani per l’egemonia, e gli abitanti della città di Melo. Nel 416 a.C. gli Ateniesi conquistarono l’isola di Melo e massacrarono tutti i suoi abitanti che, fieri della loro autonomia e neutralità, si erano rifiutati di sottomettersi.