CANE DA PAGLIAIO

Internet mi dà questa definizione:

una persona che appare aggressiva, rumorosa e minacciosa ma che in realtà è inoffensiva e inconcludente, che abbaia molto ma non agisce concretamente.”

Aggiungerei: il cane da pagliaio abbaia molto contro le persone inoffensive, guaisce e scappa di fronte ad animali più grossi o a persone che non si fanno intimidire.

L’intervento USA in Venezuela ha dimostrato con matematica precisione la vera natura dei nostri politici: non hanno emesso un suono, silenzio assoluto nei confronti del padrone che ha commesso un atto terroristico internazionale, violando tutte le norme.

Dove sono la Meloni e Mattarella, così solleciti nel condannare la Russia per l’invasione dell’Ucraina, così favorevoli a contrastare ‘il nemico’ anche con le armi (quelle degli altri, magari, secondo la consolidata tradizione nazionale)?

Neanche una parola.

Silenzio assoluto.

In realtà dalla Meloni non mi aspettavo niente di diverso: va dove la indirizza il padrone. La sua storia non mente.

Ma che vergogna, signor presidente. Che miseria!

Mi meraviglio di te, soprattutto: sembravi una persona di principi ‘alti’ e al di sopra di ogni sospetto.

Con il tuo silenzio hai derubricato a chiacchiera da bar tutti i tuoi interventi, tutti i tuoi seriosi discorsi di politica internazionale.

Gli stessi tuoi proclami di fine anno diventano penosi piagnistei.

E quale credibilità possono avere le tue intemerate contro la Russia per l’intervento in Ucraina?

Spero che almeno, da qui in avanti, avrai il buon gusto di startene in silenzio.

Pur non condividendole non ho mai detto niente sulle tue invettive contro la Russia ma adesso è tutto chiaro e ho capito. Non ce l’hai con la Russia perché ha invaso l’Ucraina, ce l’hai in forza dell’antico pregiudizio antisovietico vetero democristiano. Le origini tornano a galla e si impongono.

 

Conclusione?

Ti ho apprezzato nel tuo primo mandato: quanto al secondo, per carità di patria, stendo un velo pietoso.

(Per non parlare della Von der Leyen che si è rivelata per quella ‘poveretta’ che è. Per essere buoni.)