SQUALLORE SERVILE

Cerimonia indegna, qualche giorno fa.


In Egitto, mi pare.

Trump, issato su una specie di palco, riceve l’omaggio di tutti i capi di stato.

Come un imperatore medievale.

Come un Carlo Magno da baraccone.

Come un Re Sole da strapazzo.

Tutti si sono prestati a questo atto servile d’altri tempi.

Meno male che mancavano la Russia, la Cina e i loro alleati.

Una cerimonia vergognosa a cui si è felicemente prestata la nostra garrula presidente del consiglio.

Che non manca di mostrare i muscoli e l’eloquio mussoliniano contro i suoi oppositori in patria.

Contro i senza-potere.

Che si stende a mo’ di scendiletto con i potenti che la degnano delle loro attenzioni.

Il mondo umano non è cambiato, non cambia mai.

Cambiano le forme: i vestiti, gli atteggiamenti, le modalità dell’omaggio.

La sostanza – la sottomissione e la deferenza servile – non cambia mai.

Sempre il potente chiede – pretende – l’omaggio, sempre i più deboli sono pronti – proni – ad accordarglielo.

La natura umana sembra immutabile non solo negli atti fondamentali legati all’alimentazione e al sesso ma anche nella sostanza degli atti rituali collegati al potere.