ISRAELE: contro e a favore

6 milioni di morti.

Ne vuol fare altrettanti in Palestina?

Sarebbe una vendetta traslata.

In realtà, per realizzare la sua vendetta, dovrebbe ammazzare 6 milioni di tedeschi.

Non potrebbe mai, almeno per ora.

Allora che fa?

Va ad eliminare migliaia di palestinesi indifesi.

Questo perché non riesce a catturare i rapitori dei suoi cittadini

A liberare i sequestrati.

E’ come se uno, non potendo acchiappare i ladri che gli hanno svaligiato la casa, ne approfittasse dell’assenza del vicino per rapinargli la cassaforte.

Il mondo civile che fa?

Si volta da un’altra parte.

Gonfia l’affare Ucraina, per nascondere la propria colpevole inerzia.

Capisco il senso di colpa, ma non dovrebbe essere cieco.

Cosa c’entrano i palestinesi con i 6 milioni di morti?

Assolutamente nulla.

Cosa c’entrano, come popolo, con i 1600 morti ammazzati del 7 ottobre?

Nulla.

A meno che non si voglia incolpare un intero popolo per le malefatte di alcuni suoi membri.

La colpa dei crimini è individuale: è una conquista del diritto moderno.

Israele doveva catturare e processare gli autori della strage, non infierire su donne e bambini innocenti.

Dopo i 60 mila morti, dopo le migliaia di bambini uccisi, adesso Israele vuole espellere un intero popolo dalla sua terra.

E il mondo sta a guardare,

Tutti lasciano fare e nessuno interviene.

A costo di essere additato da Israele come antisemita, voglio palesare tutta la mia contrarietà. (*)

L’uccisione degli ebrei nell’attentato del 7 ottobre è stato un crimine.

Un crimine contro l’umanità è la mattanza condotta da Israele contro i Palestinesi.

Tanto più perché perpetrato a sangue freddo, contro donne e bambini indifesi.

I massacri indiscriminati non sono permessi a nessuno, nemmeno a chi è stato vittima della Shoah.

Il mondo civile, invece di stare a guardare, dovrebbe intervenire con forza per mettere fine alla mattanza.

Se non lo fa è complice.

(*)

Le accuse di ‘anti’ qualcosa o qualcuno non mi toccano.

Non sono mai stato anti, se mai ‘pro’.

Mi sento solidale con tutti quegli esseri umani che sono deboli, sfruttati, angariati, uccisi, costretti alle sofferenze e alla fame dall’ingordigia e dalla prepotenza di altri esseri umani.

Ecco, sì: sono contro gli sfruttatori, gli assassini, gli sterminatori, contro tutti quelli che succhiano il sangue dei loro simili, contro i prepotenti.

Contro tutti coloro che che ammazzano a raffica donne e bambini innocenti.

L’umanità non arriva mai in tempo con gli appuntamenti della Storia: bisognava urlare ‘siamo tutti ebrei’. Allora.

Bisognerebbe gridare ‘siamo tutti palestinesi’. Oggi.

Silenzio allora e oggi.

Salvo battersi il petto e versare lacrime dopo, a massacro completato.